Meno attenti alle cure veterinarie i proprietari di gatti

Nessuna visita per il 24% dei gatti negli ultimi 12 mesi, contro il 10% dei cani. Al via questo mese la campagna di sensibilizzazione “Take your cat to the vet” indetta da Royal Canin

I proprietari di gatti sono più disattenti nei confronti della visita veterinaria: il 24% di chi ha un gatto ha infatti dichiarato di non averlo mai portato dal Medico Veterinario negli ultimi 12 mesi. Solo il 10% dei proprietari di cani è nella stessa situazione. Sono i risultati dell’indagine “La propensione degli italiani a portare cani e gatti dal Medico Veterinario” commissionata da Royal Canin alla società di ricerca Squadrati e presentata alla stampa di settore durante il media brief “Take your cat to the vet: l’importanza della prevenzione per il benessere dei gatti” (Milano, sede Royal Canin Italia, 30 marzo 2017).

Non va meglio per le visite di controllo periodiche: se in media i proprietari italiani portano i propri pet dal Veterinario 1,9 volte l’anno, quando si considera soltanto il gatto il dato scende a 1,4 volte, contro le 2,2 volte per i cani. E, inaspettatamente, all’aumentare dell’età del gatto le attenzioni diminuiscono ulteriormente. Ne fanno le spese soprattutto i gatti nella fascia dai 7 ai 12 anni. Dovranno aspettare oltre i 12 anni, quando divengono più manifesti i problemi legati all’età, per beneficiare di una maggiore periodicità nella frequenza della visita di controllo veterinaria.

caviccEppure, “la Medicina Preventiva Veterinaria gioca un ruolo fondamentale per la salute di cani e gatti. Il controllo periodico, infatti, dei principali fattori di rischio, aiuta a garantire una gestione veterinaria e nutrizionale ottimale dell’animale, assicurandogli, di conseguenza, benessere e una maggiore aspettativa di vita” nota Sabrina Cavicchioli, Vet Pillar Head di Royal Canin Italia.

“Per i gatti, inoltre, la visita veterinaria è particolarmente importante dai 7 anni di età quando iniziano a manifestarsi i primi effetti dell’invecchiamento, come ad esempio, il rallentamento del rinnovo cellulare, un maggior tempo dedicato al sonno ed un aumento di peso corporeo, segni che non sono sempre immediatamente visibili o collegabili ad un cambiamento del pet” aggiunge Cavicchioli.

Se da una parte chi ha un gatto sceglie con molta cura l’alimentazione del proprio animale, dall’altra sottovaluta la Medicina Preventiva Veterinaria, soprattutto con l’aumentare dell’età del pet (il cosiddetto “paradosso del gatto”). Ma quali sono i motivi? La tendenza è attribuita alla convinzione diffusa che i gatti abbiano meno necessità di assistenza veterinaria rispetto ai cani e allo stress manifestato dal gatto, più che dal cane, nei confronti della visita veterinaria (Veterinary Focus, Volume 24, n.3, 2014) .

Prende le mosse da questo quadro la Campagna “Take your cat to the vet” indetta da Royal Canin a partire dal mese in corso, al fine di “sensibilizzare i proprietari di pet, ma soprattutto di gatti, all’importanza della Medicina Preventiva Veterinaria e supportare i Medici Veterinari nella specializzazione dei servizi da loro offerti per la popolazione felina” ha spiegato Fabrice Ribourg, General Manager di Royal Canin Italia.

Da un lato quindi un supporto ai veterinari nella gestione del “paziente speciale” gatto, che richiede una gestione diversa, locali e attrezzature adeguate e conoscenze tecniche specifiche. Dall’atro la sensibilizzazione dei proprietari di pet, ma soprattutto di gatti, nei confronti dell’importanza dei controlli periodici veterinari, fondamentali per la prevenzione delle principali patologie e per il bilanciamento costante dell’alimentazione dell’animale. La specificità di quest’ultima è infatti correlata alla longevità del pet e, insieme alla gestione veterinaria, in età matura può alleviare, rallentare e prevenire le malattie associate al processo di invecchiamento.

Sono già una realtà in alcuni paesi europei infatti i cosiddetti Piani di Salute che prevedono il monitoraggio sistematico dell’animale sano al fine di rilevare i fattori di malattia anche in assenza di una sintomatologia conclamata. Sono circa 1,7 milioni i Piani di Salute attuati nei vari paesi europei  (tra cui la Spagna, realtà simile a quella italiana), con un aumento della vita media di cani e gatti del 15/20%. Una sorta di abbonamento annuale con rate mensili moderate, che prevede una serie di benefici tra cui i controlli periodici dal veterinario.

In Italia, i 5.000 ambulatori veterinari interessati dalla campagna di sensibilizzazione Royal Canin “Take your cat to the vet”, riceveranno materiali informativi dedicati, quali la “Guida del gatto” e i 10 consigli utili per rendere piacevole il trasporto del gatto in clinica, che potranno essere distribuiti ai proprietari di gatti per far comprendere l’importanza della visita veterinaria periodica per il benessere dei loro animali e per supportarli nell’affrontare al meglio l’esperienza della visita veterinaria.

Iniziative auspicabili, se si analizza un po’ più nel dettaglio la ricerca quantitativa “La propensione degli italiani a portare cani e gatti dal Medico Veterinario: l’importanza della prevenzione per il benessere dei gatti” condotta da Squadrati per la campagna “Take your cat to the vet” di Royal Canin.

Da cui si apprende che il Veterinario resta una figura importante, soprattutto quello di fiducia (vi ricorre il 90% degli intervistati, anche se non è il più comodo da raggiungere). Se il Veterinario di fiducia è per tutti i proprietari il punto di riferimento quando il proprio animale presenta sintomi di malessere di qualsiasi entità, diversificato è però l’approccio alla visita veterinaria. Il 50% degli intervistati va subito dal Medico Veterinario quando il cane/gatto sta male e fa fare sempre vaccinazioni e richiami; il 40% è attento alle vaccinazioni e spesso ai richiami, ma se il cane/gatto sta male non sempre corre subito dal veterinario; mentre il 10% degli intervistati non porta mai il pet dal Medico Veterinario né per le vaccinazioni né per i richiami e neanche se sta male.

I più attenti alla salute sono i proprietari di cuccioli (93%) e gattini (60%), di cani (59%) o gatti di razza (62%) e di cani di taglia piccola (73% extra small, 54% mini).

Chi ha cani adulti da 1 a 3 anni, gatti con più di 7 anni, cani non di razza o più pet in casa tende a sottovalutare la visita e a recarsi dal Medico Veterinario solo in presenza di sintomi di malessere.

E la maglia nera di coloro che non vanno mai dal veterinario spetta ancora una volta ai proprietari di gatti, in particolare se di soggetti da 1 a 6 anni (22%), se proprietari di più di un gatto (20%) o di un gatto non di razza (17%).

RCDisattenzione che, come già visto, si riflette nella frequenza delle visite negli ultimi 12 mesi: più di 2 volte per i cani e 1,4 volte per i gatti. Mai, per il 24% dei proprietari di gatti. Con una maggiore attenzione nei confronti dei gattini, che diminuisce però all’aumentare dell’età dell’animale.

Tra coloro che fanno i controlli periodici, il 57% dei proprietari di gatti si reca dal Veterinario solo quando il gatto sta male (il 40% nel caso del cane). Il 59% dei proprietari di cani (vs il 42% di chi ha un gatto) si reca invece regolarmente dal Veterinario per i controlli periodici.

RC2Ma da dove origina questa “pigrizia” dei proprietari di cani e gatti verso la visita di controllo periodica? I motivi sono molteplici:

• il cane/gatto è in salute e dunque non ha bisogno del Medico Veterinario (70% dei proprietari di cani vs 62% dei proprietari di gatti);
• andare dal Veterinario è fonte di stress per il pet (12% dei proprietari di cani vs 18% dei proprietari di gatti);
• il Medico Veterinario costa troppo (9% dei proprietari di cani vs 18% dei proprietari di gatti);
• difficoltà di introdurre il pet in auto o nel trasportino (2% dei proprietari di cani vs 11% dei proprietari di gatti);
• il cane/gatto non ama viaggiare in auto (5% dei proprietari di cani vs 4% dei proprietari di gatti);
• il proprietario si dimentica oppure non trova il tempo (2% dei proprietari di cani vs 9% dei proprietari di gatti);
• al proprietario non piace veder soffrire l’animale (2% dei proprietari di cani vs 9% dei proprietari di gatti);
• il cane/gatto si curano da soli (1% dei proprietari di cani vs 6% dei proprietari di gatti).

Un’importante occasione persa dunque per prevenire le principali patologie e adattare l’alimentazione rispetto all’età dell’animale e alle sue specifiche esigenze. In particolare, nel gatto anziano, nei confronti della patologie più diffuse quali nefropatia cronica, diabete, problemi articolari e disordini cognitivi.

Forse, anche l’implementazione delle cosiddette cliniche “cat friendly”, così come delineate da Royal Canin, potrà dare un contributo all’inversione di questa tendenza alla trascuratezza della salute del gatto: un ambiente a misura di gatto (possibilmente dedicato o separato, privo di rumori improvvisi, odori e trambusto e con un’illuminazione appropriata), un’equipe specializzata nella gestione e nella visita dei gatti, servizi di consulenza veterinaria specifici e digitalizzazione delle sale d’aspetto per informare ed educare i proprietari di pet sulla salute ed il benessere di cani e gatti.

 

 

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